Valorizzazione Economica di un Impianto Fotovoltaico Basata sul PR

Nella precedente news abbiamo parlato dell’importanza di tarare in riferibilità metrologica. Vediamo ora l’impiego di un sensore di irraggiamento per la valorizzazione economica di un impianto fotovoltaico.

Un sensore di Irraggiamento funge da ‘benchmark’ di un impianto fotovoltaico. Poichè si tratta di uno strumento chiave per il calcolo delle performances, laddove i proventi economici sono importanti è fondamentale tarare ogni 2 anni. Tale frequenza è consigliata dalle maggiori case costruttrici di sensori solari.

Come viene calcolato il PR in occasione di DUE DILIGENCE (compravendita impianto) e nei rapporti tra Investitore e O&M

Un impianto fotovoltaicoUn impianto fotovoltaico

Chi fa’ DUE DILIGENCE normalmente utilizza sensori a cella al Silicio. L’utilizzo di un sensore tarato correttamente, cioè che abbia una riferibilità metrologica ad un campione primario tarato secondo IEC60904-4 (o almeno secondo la IEC60904-2), è fondamentale in questi casi.

Ricordiamo che pure la IEC61215 che regola la produzione e la determinazione della potenza dei moduli FV, nella determinazione della potenza del modulo campione fa riferimento alle IEC60904. Solo una riferibilità metrologica certa permette di rilevare i rendimenti reali.

Istallazione impianto fotovoltaico

Confrontando il rendimento reale con le analisi energetiche effettuate in campo, è possibile capire se la performance dell’impianto è migliorabile o se è da considerarsi il miglior trend di rendimento esprimibile dal sistema.

Se si utilizzasse invece un sensore che abbia subito deriva strumentale poiché non è stato tarato da un po’ di anni oppure mal tarato all’origine, il risultato ne verrebbe inficiato facendo ‘pensare’ a delle performance anche di 7/10 punti percentuali superiori a quelle che il sistema è realmente in grado di rilasciare; ciò accade ricorrentemente in fase di normale esercizio di un impianto quando l’O&M che effettua manutenzione in impianto non provvede a far ritarare i sensori presenti in campo da anni, siano essi a termopila (piranometri) o a cella al Silicio !

A poco serve utilizzare strumentazioni di misura di elevata tecnologia per misurare le potenze prodotte dall’impianto se il dato primario, ovvero l’irraggiamento, che giunge sul piano dei moduli non è un valore accurato! Ogni valorizzazione economica di un impianto fotovoltaico discende da quel dato di partenza.

Caso di studio di compravendita di un impianto munito di sensore mai ritarato

Riportiamo i dati ottenuti in campo durante attività di Due Diligence tecnica di Ingegneria del Sole, durante la quale oltre ad installare un sensore correttamente tarato, gli è stato richiesto di utilizzare anche i valori di un sensore presente in campo ma mai tarato in 7 anni di esercizio.

Come si può facilmente verificare dalla tabella che segue, la differenza rilevata è ..notevole..

Le analisi sono state eseguite riferendosi alla norma IEC 61724-1:2017 e con i sensori posizionati con stessa orientazione e inclinazione.

Com’è indicato nella tabella qui sotto, affidarsi al sensore esistente in campo da 7 anni e mai ritarato (8% circa di deriva strumentale), avrebbe comportato una valutazione errata di PR di ben 6,5 punti percentuali.

In questo caso inoltre l’O&M, affidandosi al sensore esistente, calcolava una performance vicina al 80%, apparentemente in linea con quella attesa dopo circa 7 anni di esercizio. Non vi era però riscontro coi kWh effettivamente prodotti!

Confronto PERFORMANCE con sensore TARATO e con sensore NON TARATO da 7 ANNI

Confronto performance fotovoltaici sensore tarato e non tarato

Si può osservare che il PR e se calcolato con il sensore tarato correttamente mostra una performance del 72%, mentre con il sensore che non tarato da 7 anni il PR e appare del 79%, quindi il O&M non attuava azioni manutentive… (In mancanza di un calcolo del PR istantaneo o giornaliero è difficile capire se l’impianto sta’ performando o sottoperformando; d’altra parte i conguagli sull’effettiva produzione giungono nella primavera dell’anno successivo..).

Conclusioni …monetarie…

I valori presentati possono apparire astratti per i non addetti ai lavori; proviamo a tradurli in termini economici.

Consideriamo un impianto fotovoltaico installato nel centro Italia con un ricavo medio per ogni kWh prodotto di circa 0,30 €/kWh (incentivo + vendita).

Se pensiamo che ad un PR di 78,94% corrisponde un ricavo annuo di 375.000 €, l’errore di sopravvalutazione di performance, porta ad una perdita annua di ben 30.000 €/anno. Essi si concretizzano in un minor introito poiché il GSE avrà erogato 30.000€ in meno del previsto per quell’anno.

Istallazione di impianti fotovoltaici

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Si ringrazia per foto e testi Ing. G. Forte – Ingegneria del Sole

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